Cinema, territorio e persone si intrecciano in una storia che attraversa due tempi, un'unica isola.
Alife, 1953. Una notte, tra i pioppi immobili di un viale di campagna, Marta, quindici anni, incrocia una presenza che non le concederà mai più pace: un patto stretto nell'ombra, un legame che attraverserà il tempo. Fuggita a Ischia, Marta dà alla luce una bambina — e con lei, un'eredità che si tramanda in silenzio, di generazione in generazione, custodita da un vecchio orologio da taschino.
Ischia, 2026. Marco Albani, giornalista tornato sull'isola per raccontare la lenta ricostruzione dopo il terremoto, inizia a intravedere una figura che non dovrebbe esistere: una donna vestita di nero, il volto nascosto da una veletta, che sembra conoscere ogni sua ferita. Quando un pescatore del posto muore in circostanze inspiegabili, Marco si trova trascinato in un mistero che lo isola non ha mai davvero dimenticato.
Due tempi, un'unica isola, un'unica ombra che aspetta di chiudere il cerchio.
"Ischia non è solo lo sfondo di questa storia: ne è parte viva. Le sue rocce, le sue terme, le ferite ancora aperte del terremoto — tutto racconta di un luogo che porta addosso il tempo, esattamente come i suoi personaggi."
La Dama Nera nasce dal desiderio di raccontare un legame che attraversa le generazioni: quello tra chi è venuto prima e chi resta, tra un'isola che non dimentica e le persone che continuano a scegliere di tornarci.